Consulenza strategica

23
Apr
2021
23-04-2021

TRA IL DIRE E IL FARE CE' DI MEZZO IL...VALORE

Quando si parla di valori in azienda non si pensa a ciò che l’azienda possiede (significato letterale del termine valore) ma a ciò che guida l’azienda.

I valori, infatti, sono ciò che identifica l’azienda....letti tutto

 
19
Mar
2021
19-03-2021

IL PROCESSO SELETTIVO....EHILA' CHE PAROLONA!

Nelle aziende del nostro territorio incontro spesso selezioni fatte a metà, mozzate, appena accennate, embrionali.

Le aziende venete hanno come obiettivo quello di produrre, sempre, a tutti i costi.

Scegliere accuratamente le persone di cui si ha bisogno risulta essere un impiego di tempo superiore alle nostre possibilità, quasi un lusso. leggi tutto

 
12
Feb
2021
12-02-2021

COME COSTRUIRE UN TEAM COINVOLTO E MOTIVATO

Quotidianamente ci interfacciamo con dirigenti e imprenditori. Molti di loro cercano il nostro supporto per capire come coinvolgere maggiormente i propri collaboratori. Si dicono stanchi di dover “correre dietro” alle persone, di leggere poca partecipazione nei loro occhi...leggi tutto

 
05
Gen
2021
05-01-2021

Il 2021 inizia con le nostre proposte AGILI!

Te lo spieghiamo a voce e "a faccia" perchè crediamo fermamente nel valore di questi due progetti.

Vogliamo inziare il 2021 con il nostro video di presentazione delle proposte di SGA diventa AGILE!

Per maggiori dettagli sui progetti puoi scriverci a elenamagello@gmail.com e giulia.callegaro@gmail.com

Buona visione!

https://youtu.be/Gtm7dKjMyBo

 
11
Dic
2020
11-12-2020

SGA diventa AGILE!

Arriviamo alla fine di un anno che ci ha toccato profondamente, ci ha costretti a riflettere sul nostro lavoro, sulle nostre vite. La crisi sanitaria si intreccia alla crisi economica e sociale, ma non siamo qui per ribadire cose che tutti conosciamo fin troppo bene. La domanda che ci siamo posti, e vogliamo porre anche a voi, è:

Come possiamo agire in modo che questo momento possa trasformarsi in un’occasione di ripensamento e trasformazione? Cosa possiamo fare?...leggi tutto

 
01
Lug
2020
01-07-2020

DOVE SI è SPOSTATO L'AGO DELLA BILANCIA?

Il covid-19 è stato causa di alcuni sbilanciamenti.

Primo fra tutti il lavoro. E’ venuto a mancare all’improvviso, per due mesi, tornando ora, nella fase 2 accompagnato da restrizioni  ...leggi tutto

 
08
Apr
2020
08-04-2020

EDUCERE E FORMARE

In tempo di coronavirus possono nascere delle OPPORTUNITÀ? 
NEL MIO CASO DIREI PROPRIO DI Sì...leggi tutto
 
03
Apr
2020
03-04-2020

DALLA PREISTORIA ALLO SMART WORKING

Credo che il lavoro si nato quando è nato l'uomo. L'Homo faber è per definizione "L'uomo come artefice, capace di creare, costruire,...leggi tutto

 
18
Mar
2020
18-03-2020

ABBIAMO COMINCIATO IN 3, ORA SIAMO IN 40

Nel nord-est, territorio nel quale lavoro, è molto comune incontrare aziende di carattere familiare, nate per ingegno e coraggio di un giovane e poi cresciute....leggi tutto

 
20
Feb
2020
20-02-2020

AMETNTEattiva: allenAMENTE & emotivAMENTE

"Giocare è tecnica, vincere è coraggio"

Non c'è molto da aggiungere a questa frase di Adriano Panatta....leggi tutto

 

DOVE SI è SPOSTATO L'AGO DELLA BILANCIA?

DOVE SI è SPOSTATO L'AGO DELLA BILANCIA?

Il covid-19 è stato causa di alcuni sbilanciamenti.

Primo fra tutti il lavoro. E’ venuto a mancare all’improvviso, per due mesi, tornando ora, nella fase 2 accompagnato da restrizioni, incertezze, difficoltà. La costruzione dell’identità deriva anche dal lavoro che facciamo. Se togliamo le fondamenta di una casa, cosa rimane della casa? Se togliamo il lavoro cosa rimane della nostra identità? Cosa rimane di noi?

I contatti sociali. Altro pesante sbilanciamento. Piacevoli consuetudini come incontrare amici, andare al ristorante, assistere a concerti, prendere la metropolitana si sono trasformate in qualcosa di estremamente pericoloso, assolutamente da evitare, addirittura proibito per legge.

La percezione del rischio. Se nel pre-covid le persone sane erano consapevoli dei rischi che correvano in fatto di salute e sapevano come fronteggiarli, ora il coronavirus ci ha dimostrato pesantemente che quei calcoli non sono più validi: anche un individuo non a rischio poteva essere colpito. Senza preavviso.

L’essere umano, immerso suo malgrado in questa realtà definita “sospesa”, ora è chiamato a ritrovare il baricentro: deve riprendere a lavorare, ricominciare ad uscire, continuare ad avere fiducia nella sua buona salute. Con la ripresa delle attività lavorative, si vorrebbe tornare velocemente alla normalità produttiva, ai ritmi ben conosciuti prima della crisi, alle abitudini e all’energia necessaria per affrontare scadenze, risultati, consegne. Addirittura recuperare ciò che è stato perso, aumentando la produzione, le visite ai clienti, le vendite ecc.

Ma noi siamo le stesse persone? Le nostre motivazioni, l’iniziativa, l’intraprendenza, la sicurezza, le nostre certezze sono quelle del periodo pre-covid? E i valori? Cosa è cambiato e cosa è rimasto invariato?

Sicuramente il ruolo ricoperto, che sia quello di imprenditore o quello di collaboratore, non ha subito variazioni. Ma proprio questo potrebbe generare delle incongruenze tra ruolo e interpretazione del ruolo. Infatti, a rigor di logica, se una persona cambia, cambia anche il suo modo di lavorare, di concepire la professione, il suo atteggiamento al lavoro, l’importanza che il lavoro stesso ricopre nella propria vita. Di conseguenza le modalità operative nello svolgimento del proprio ruolo subiranno variazioni.

A questo punto, le domande da porsi sono:

Di cosa hanno bisogno questi “nuovi” collaboratori? Cosa chiedono ai loro titolari? Gli imprenditori che cosa sono in grado di dare loro? 

La risposta a tutti questi interrogativi ha un filo conduttore: la fiducia! I dipendenti devono fidarsi della propria azienda come luogo sicuro, protetto. Devono poter credere nel loro titolare, affidarsi alla sua esperienza, lungimiranza e capacità di ricostruzione. I titolari devono fidarsi dei propri collaboratori, delle loro competenze, della loro motivazione, della loro necessità di ri-trovarsi al lavoro. L’ago della bilancia si è leggermente spostato: non punta più inesorabilmente sulla produzione ma comincia a pendere verso le persone.

Il rapporto tra coloro che lavorano nella stessa azienda ha bisogno di essere avvolto dall’“umanità”.  Oggi più di prima diventa fondamentale riconoscere la persona dietro al lavoratore, in tutte le sue dimensioni: professionali, relazionali, emotive. L’azienda deve essere percepita come luogo di vita oltre che di lavoro. Se fino ad oggi il focus delle giornate della maggior parte degli imprenditori è stata la produzione, ora, per avere risultati nella produzione, il focus si sposta nella relazione con le persone.

Sì, ma come ricreare un clima di fiducia in azienda?

L’essere umano si fida di quello che conosce, non di ciò che non conosce. Non si chiede al titolare di compiere gesti eclatanti. Il segreto sta nelle pratiche quotidiane. Aumentare le possibilità di interazione tra le persone, di socializzazione all’interno del luogo di lavoro accorcia le distanze e diminuisce la freddezza nei rapporti: riunioni operative, tavoli di confronto, team work sono strumenti importanti per riporre nuovamente la fiducia negli altri e alimentare il senso di appartenenza. La valorizzazione si conquista con i colloqui individuali con i collaboratori. L’importanza si comunica con un giro informale nei reparti della propria azienda. L’integrazione si sviluppa nelle pause caffè.

I cambiamenti che stiamo vivendo ci danno l’opportunità di impostare un nuovo equilibrio e come ci ricorda Charles Darwin:

“Coloro che sopravvivono non sono i più forti o i più intelligenti,

 ma i più adattabili al cambiamento”.

Dott.ssa Elena Magello, psicologa del lavoro