Rubrica semiseria dell'antropologa

IL TUTORE URLANTE

L’altro giorno prendo una storta alla caviglia. Il piede si gonfia, il dolore non passa e decido di andare dal medico che oltre agli antinfiammatori mi consiglia l’utilizzo di un tutore.

Entrare in un negozio di articoli sanitari di mattina alla tenera età di quarantaquattro anni...Leggi tutto

 

LATTE ANTI ETA'

Al supermercato.
- Signora c’è il latte in offerta!
- Mmmm….
- Provi questo, se vuole.
- Parmalat Pro Age. È un latte anti età....Leggi tutto

 

CLIENTI DIFFICILI

"Era il mio terzo giorno di lavoro – mi racconta un’allieva durante un corso di formazione per addetti alle vendite - arriva una cliente, una bella signora sui 50, curata e ben vestita. Si prova un paio di pantaloni e ... Leggi tutto

 

MACCHIE E PAURE DEL BARISTA

Formazione continua, esperienziale e tradizionale, learning by doing, conoscenze informatiche e linguistiche, competenze relazionali. La lista di ciò che si richiede ... Leggi tutto

 

L ’ IMPRENDITORE CHE NON VUOLE VENDERE

- Dottoressa, mi spieghi lei come faccio a vendere le cornici d'argento!
- le cornici d'argento non le venderà più, ...Leggi tutto

 

DAL PARRUCCHIERE

- Buongiorno, avrei bisogno di un taglio.
- Facciamo quello dell’altra volta?....Leggi tutto
 

MACCHIE E PAURE DEL BARISTA

MACCHIE E PAURE DEL BARISTA
Formazione continua, esperienziale e tradizionale, learning by doing, conoscenze informatiche e linguistiche, competenze relazionali. La lista di ciò che si richiede al lavoratore per far fronte all’ aumento della complessità dei servizi e delle esigenze dei clienti e ad evitare l’ anacronismo professionale è lunghissima. Ma c’ è un mestiere che, negli ultimi anni, ha dovuto sviluppare, in maniera pressoché autonoma ed autodidatta, delle capacità di apprendiment o enormi e sottovalutate.
Il barista.
Non il barman, raffinato e rifinito alchimista e giocoliere. Il barista del bar di quartiere, del bar sotto l’ufficio, del bar all’angolo, del bar sulla statale con l’insegna scalcinata. Dei mille bar dello sport sparsi per tutt’Italia.
Caffè freddo, caldo, temperato. Caffè corretto, corotto, col ratto e col rutto.  Lungo, corto, alto, basso, espresso, espressivo, introverso, cordiale, ristretto, espansivo. In tazza grande, in tazzina fredda o calda. A portare via con vuoto a perdere o a rendere. Con la crema, con la schiuma. Con la schiuma e il cacao. Col cacao a forma di cuore. Macchiato freddo e macchiato caldo. Macchiatone. Latte macchiato freddo, caldo, al vetro, in tazza, alla spina, shakerato con macchia o senza macchia. Macchia senza caffè. Macchia senza latte. Latte senza macchia e senza caffè. Cappuccino. Decaffeinato. Con lo zucchero di canna, non raffinato, con l’aspartame, col miele.
Per incrociare tutti gli item non basterebbe un software di ultima generazione. E non credo che i bar dello sport ne siano forniti. Tutto è affidato alla sapienza e alla santa pazienza del barista. Ieri mattina vado al bar e chiedo un caffè.
 
Il barista mi guarda e aspetta, tremante come una lepre accerchiata da una muta di bracchi.
Un caffè. Punto ribadisco.
Oddio, veramente? La ringrazio, lei è una persona meravigliosa, sono le otto di mattina e già non ne posso più.